Tumore del retto: il 25% dei pazienti può guarire senza la chirurgia

I risultati di uno studio italiano evidenziano che quando le terapie preoperatorie eliminano la neoplasia, la chirurgia può lasciare il posto a un attento follow-up, offrendo così la possibilità di guarire senza necessità di intervento

Il tumore del retto costituisce circa il 30% dei casi totali di tumori del colon-retto. Si calcola che in Italia siano più di 14 mila i casi diagnosticati ogni anno e circa 5000 i decessi. Nell’ottica di individuare terapie più efficaci e personalizzate, alcuni ricercatori italiani hanno condotto uno studio, denominato NO-CUT, i cui risultati sono stati pubblicati di recente sulla rivista Lancet Oncology, che segnano un cambio di paradigma nella pratica clinica. Lo studio, coordinato da Ospedale Niguarda e Università degli Studi di Milano con il sostegno di Fondazione AIRC, ha infatti dimostrato che nel 25% dei pazienti è possibile ottenere una remissione completa del tumore del retto senza necessità di ricorrere alla chirurgia.

Tecnologie avanzate per personalizzare le cure

Lo studio ha coinvolto 180 pazienti con carcinoma del retto localmente avanzato, trattati con una terapia neoadiuvante totale, ovvero una combinazione di farmaci oncologici, radioterapia e chemioterapia somministrati prima dell’eventuale intervento chirurgico.

Un paziente su quattro ha ottenuto una remissione completa del tumore senza la necessità di ricorrere alla chirurgia. I ricercatori per intercettare chi avrebbe potuto beneficiare del trattamento non chirurgico hanno utilizzato test di biopsia liquida per analizzare il DNA tumorale circolante e studiato le caratteristiche di trascrizione dei singoli tumori.

Questi strumenti diagnostici hanno permesso di identificare sia i pazienti che rispondono in modo eccellente alla terapia neoadiuvante, sia coloro che avrebbero tratto vantaggio da una chirurgia immediata, evitando trattamenti inutili o inefficaci.

Cambio della pratica clinica

«Complessivamente possiamo affermare che l’approccio validato dalla sperimentazione clinica NO-CUT rappresenta un progresso significativo per le persone affette da carcinoma del retto ed è una pietra miliare dell’oncologia – ha commentato Salvatore Siena, direttore dell’Oncologia Falck all’Ospedale Niguarda di Milano e professore ordinario di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Milano –. I dati emersi nello studio NO-CUT dimostrano infatti che, quando le terapie preoperatorie eliminano il tumore, la chirurgia può lasciare il posto a un attento follow-up, offrendo così la possibilità di guarire senza necessità di intervento. I risultati raccolti hanno infatti confermato la sicurezza di questa strategia, che è diventata un’opzione consolidata nelle linee guida terapeutiche per il carcinoma del retto».

Se fino ad ora i carcinomi del retto localmente avanzati, esclusi quindi gli stadi iniziali e quelli metastatici, potevano guarire con una terapia multimodale comprensiva di radioterapia, terapia medica oncologica e chirurgia del retto, i nuovi dati Italiani indicano che in un quarto dei casi la chirurgia, e le conseguenze che comporta, può essere evitata in un quarto dei casi senza compromettere la possibilità di guarigione.

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