Da Acto Italia due guide per la prevenzione dei tumori ginecologici

Delle cinque neoplasie ginecologiche, quelle della vulva e della vagina, sono le più rare e meno conosciute. Due semplici vademecum gratuiti per imparare a conoscerle e prevenirle

In Italia ogni anno circa 2000 donne sviluppano un tumore della vulva o della vagina e più di 5800 convivono con queste malattie che in molti casi potrebbero essere prevenute. Per imparare a conoscerle meglio, Acto Italia ha realizzato due guide per le pazienti, presentate in occasione della recente Giornata Mondiale dei Tumori ginecologici World GO Day, durante il webinar “Tumori ginecologici dell’età matura: conoscerli per prevenirli”. A illustrare le caratteristiche dei tumori della vulva e della vagina, dalla prevenzione alla terapia, è stata Eleonora Petra Preti, medico con incarico ad Alta specializzazione presso l’Unità di Ginecologia Preventiva dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano.

L’importanza della prevenzione

I tumori della vulva e della vagina di solito insorgono in età matura, dopo i 60/70 anni, quando molte donne smettono di effettuare regolari controlli dal ginecologo. In alcuni casi sono legati all’infezione da Papilloma Virus umano (HPV) e quindi prevenibili con la vaccinazione.

«La prevenzione non ha età. Anche in età matura, dopo i 60/70 anni è importante continuare a prendersi cura di sé, soprattutto quando si parla di tumori ginecologici come quelli della vulva e della vagina – sottolinea Nicoletta Cerana, presidente di Acto Italia -. Per accompagnare ogni donna in questo percorso abbiamo realizzato, grazie all’alta specializzazione della dottoressa Eleonora Preti, due guide a questi tumori. Sono brevi, chiare e ricche di informazioni utili non solo per conoscere ma anche per sapere come prevenire il tumore della vagina e come praticare l’autoesame per prendere in tempo il tumore della vulva. È un invito rivolto a tutte: prendiamoci cura della nostra salute oggi».

I due “vademecum” sono scaricabili gratuitamente dal sito di Acto Italia.

Gli aspetti salienti del tumore della vagina

Il tumore della vagina, che rende conto di circa l’1-2% dei tumori del tratto genitale femminile, si manifesta soprattutto nelle donne anziane in postmenopausa, ma la sua incidenza è in aumento in quelle più giovani a causa di un aumento delle infezioni da HPV, la principale causa dei tumori vaginali primari. Spesso il tumore è asintomatico nelle fasi iniziali. Quando presenti, i sintomi più comuni sono: sanguinamento anomalo (dopo rapporti o menopausa), perdite vaginali maleodoranti o con sangue, presenza di un nodulo o prurito persistente e dolore pelvico o durante la minzione. I principali fattori di rischio, oltre all’infezione da HPV, sono l’età superiore ai 60 anni, il fumo di sigaretta, il sistema immunitario indebolito e alterazioni del microbioma vaginale. I cardini della prevenzione sono la vaccinazione HPV prima dell’esposizione al virus, evitare il fumo, ridurre il numero di partner sessuali, effettuare lo screening (Pap test/test HPV) con regolarità e quindi trattare precocemente eventuali lesioni pervasive.

Tumore della vulva in sintesi

Il tumore della vulva è una forma rara di cancro che si sviluppa nei tessuti della vulva. In circa il 30% dei casi il tumore è correlato all’infezione con l’HPV e si verifica soprattutto nelle donne più giovani, mentre i tumori non correlati all’HPV sono più comuni nelle donne anziane e spesso si sviluppano su base infiammatoria cronica, ad esempio in presenza di lichen sclerosus o lichen planus.

La diagnosi precoce del tumore della vulva permette di curarlo facilmente con ottimi risultati. Per tale motivo si consiglia di eseguire regolarmente l’autoesame vulvare con uno specchio per individuare cambiamenti nella pelle o lesioni sospette, come una piaga o un’ulcera che non guarisce oppure un nodulo/escrescenza, ma anche cambiamenti nel colore e nelle dimensioni di un neo che era già presente sulla vulva nonché prurito, bruciore o dolore persistente. Qualora si riscontri un’anomalia nella vulva, per la diagnosi è necessaria una biopsia.

La prevenzione consiste nell’evitare alcuni fattori di rischio modificabili che possono avere un ruolo nell’insorgenza della neoplasia, come rapporti sessuali non protetti e il fumo. Si raccomanda inoltre la vaccinazione HPV a 11-12 anni, il trattamento patologie croniche vulvari (lichen sclerosus, lichen planus) e il monitoraggio medico regolare in caso di infiammazioni o alterazioni cutanee.

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