La terapia con radioligandi mette un freno al tumore prostatico

Presentati all’ESMO nuovi dati su un trattamento che aiuta a rallentare la progressione del carcinoma prostatico ormono-sensibile metastatico positivo all’antigene di membrana specifico della prostata

La maggior parte dei pazienti con tumore alla prostata ormono sensibile metastatico progredisce nel tempo verso il carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione, evento purtroppo associato a esiti peggiori. Per ridurre il rischio che ciò accada sta dando risultati molto promettenti la terapia con radioligandi. Lo rivelano i dati dello studio PSMAaddition, presentati al recente congresso dell’European Society of Medical Oncology (ESMO). La combinazione della terapia con il radioligando Lutetium [177Lu] vipivotide tetraxetan con lo standard di cura (costituito da un inibitore del recettore degli androgeni e dalla terapia di deprivazione androgenica) ha mostrato un effetto significativo nel rallentare la progressione della malattia rispetto al solo standard di cura, nei pazienti adulti con carcinoma prostatico ormono-sensibile metastatico (mHSPC) positivo all’antigene di membrana specifico della prostata (PSMA).

Come funziona la terapia con radioligandi

La terapia con radioligandi per il tumore alla prostata è una terapia mirata, somministrata per via endovenosa, che utilizza un radiofarmaco per colpire specificamente le cellule tumorali, risparmiando il più possibile quelle sane. Funziona legando un radioisotopo (una particella radioattiva, nel caso specifico dello studio Lutetium [177Lu] vipivotide tetraxetan) a una molecola (ligando) che si lega a un bersaglio specifico sulle cellule tumorali, come l’antigene di membrana specifico della prostata (come nel caso dello studio PMSAddition). Oltre l’80% dei pazienti con carcinoma prostatico esprime in modo elevato questo biomarcatore, rendendolo un target terapeutico promettente. Questo modo di somministrare la terapia permette così di veicolare le radiazioni direttamente sulle cellule tumorali, anche se metastatizzate, per distruggerle. 

I risultati preliminari della terapia innovativa

Nello studio di fase III PSMAaddition, ancora in corso, sono stati presi in considerazione 1.144 pazienti con tumore alla prostata ornono sensibile metastatico positivo all’antigene di membrana specifico della prostata in 20 Paesi, suddivisi in modo casuale a ricevere la terapia con radioligando in combinazione con lo standard di cura rispetto al solo standard di cura. Ad oggi la terapia con radioligando, in combinazione con lo standard di cura, ha dimostrato un miglioramento nella sopravvivenza libera da progressione radiografica, riducendo il rischio di progressione radiografica o morte del 28% rispetto al solo standard di cura.

I risultati preliminari indicano inoltre una tendenza positiva nella sopravvivenza globale nei pazienti trattati. Inoltre il profilo di sicurezza e la tollerabilità della terapia con radioligandi sono risultati coerenti con quanto già evidenziato nei due studi precedenti, PSMAfore e VISION.

Nuovi orizzonti per il tumore alla prostata

«I dati dello studio PSMAddition sono molto promettenti: la combinazione della terapia con radioligandi con la terapia ormonale standard (ARPI + ADT) offre ai pazienti più tempo senza progressione della malattia, un profilo di sicurezza favorevole e una tendenza incoraggiante nella sopravvivenza globale – fa notare Giuseppe Procopio, responsabile dell’Oncologia Medica Genitourinaria presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. È fondamentale guardare al futuro, perché questi risultati aprono la strada a un cambiamento nella gestione clinica del carcinoma prostatico metastatico, offrendo nuove prospettive e speranze a una fascia di pazienti sempre più ampia».

Ad oggi in Italia la terapia con radioligandi è accessibile su tutto il territorio nazionale ai pazienti adulti affetti da carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione progressivo, positivo all’antigene di membrana della prostata (PSMA), che hanno già ricevuto precedenti trattamenti. I nuovi dati rafforzano il valore di questa terapia e aprono la strada al suo utilizzo nel nuovo setting del tumore prostatico ormono sensibile metastatico positivo all’antigene di membrana della prostata. In occasione della presentazione dello studio all’ESMO, Novartis ha annunciato che prevede di presentare domanda di approvazione regolatoria, iniziando con gli Stati Uniti ,per estendere l’indicazione di tale terapia in stadi più precoci della malattia, offrendo nuovi orizzonti di cura a migliaia di uomini.

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