Tumore al seno HER2+: nuovi dati a favore degli anticorpi farmaco-coniugati

Al Congresso ESMO 2025 sono state presentate prove convincenti sull’efficacia di una nuova classe di agenti antitumorali, rivelatesi in grado di migliorare i risultati per le pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo in fase iniziale

Dopo aver dimostrato la loro validità nel tumore al seno metastatico, gli anticorpi farmaco-coniugati segnano un altro passo avanti anche nel trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo in fase iniziale. Al recente Congresso dell’European Society of Medical Oncology (ESMO) sono stati infatti presentati i risultati di due studi di fase III, DESTINY-Breast05 e DESTINY-Breast11, che hanno dimostrato i benefici dell’anticorpo farmaco coniugato trastuzumab deruxtecan nella fase precoce, aprendo la strada a un cambio di paradigma nelle pazienti con malattia in fase iniziale.

I nuovi dati sul tumore in fase iniziale a rischio di recidiva

Gli anticorpi farmaco-coniugati combinano un anticorpo specifico con un farmaco chemioterapico per colpire selettivamente le cellule tumorali. Nello studio DESTINY-Breast05 trastuzumab deruxtecan è stato utilizzato nel setting adiuvante (post-neoadiuvante), ovvero in pazienti che, dopo la terapia neoadiuvante (somministrata prima dell’intervento chirurgico) e la chirurgia, presentavano ancora cellule tumorali nel seno o nei linfonodi ascellari (malattia residua invasiva) e quindi più a rischio di recidiva o progressione. In particolare lo studio ha coinvolto 1635 pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo invasivo residuo ad alto rischio di recidiva dopo trattamento neoadiuvante con chemioterapia a base di taxani e terapia anti-HER2. Ebbene, la terapia con trastuzumab deruxtecan ha consentito di ridurre il rischio di recidiva e di morte del 53% rispetto all’attuale standard con trastuzumab emtansine (l’unico anticorpo farmaco-coniugato approvato per le pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale HER2-positivo che mostrano malattia invasiva residua). Secondo gli esperti questi risultati, insieme ai dati sulla sicurezza emersi dallo studio, potrebbero trasformare la pratica clinica nel setting post-neoadiuvante per le pazienti con malattia ad alto rischio.

Benefici degli anticorpi coniugati nella fase neoadiuvante

L’uso dell’anticorpo farmaco-coniugato trastuzumab deruxtecan ha dato risultati molto positivi anche nelle fasi preoperatorie. Lo ha dimostrato lo studio DESTINY-Breast11 che ha coinvolto 927 pazienti non trattate con carcinoma mammario in fase iniziale HER2-positivo ad alto rischio. Le partecipanti hanno ricevuto l’anticorpo farmaco-coniugato seguito dalla terapia standard mirata all’HER2 (paclitaxel, trastuzumab e pertuzumab) o il regime neoadiuvante convenzionale a base di antracicline (doxorubicina e ciclofosfamide ad alto dosaggio) seguite da paclitaxel, trastuzumab e pertuzumab. I risultati hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante del tasso di risposta patologica completa, ovvero completa scomparsa del tumore al momento dell’intervento, nel gruppo trattato con trastuzumab deruxtecan, che ha raggiunto il 67,3% rispetto al 56,3% del gruppo standard. Inoltre il nuovo approccio terapeutico si è rivelato più tollerabile con meno effetti collaterali gravi e una riduzione della tossicità cardiaca (1,9% contro 9% con la chemioterapia tradizionale).

© 2022 Fondazione Mutagens ETS. Tutti i diritti riservati.

Leggi altre notizie