Terapia ormonale o isterectomia per il cancro dell’endometrio

La sopravvivenza delle pazienti con malattia in fase iniziale di età inferiore ai 40 anni sembrerebbe paragonabile in caso di trattamento primario con progestinici, che consentono di preservare la fertilità, o rimozione dell’utero

Il numero di giovani donne affette da tumore dell’endometrio in fase iniziale è in aumento e questo ha portato a un interesse crescente per l’uso della terapia ormonale a base di progesterone per consentire la preservazione della fertilità come alternativa all’isterectomia. Ma per poter proporre questo approccio conservativo è fondamentale bilanciare la preservazione della fertilità con la sopravvivenza, cosa che hanno cercato di fare alcuni ricercatori statunitensi, autori di uno studio retrospettivo pubblicato di recente sulla rivista JAMA Oncology. La nuova ricerca suggerisce che l’isterectomia primaria e la terapia ormonale preservante la fertilità producono risultati simili in termini di sopravvivenza a lungo termine per le pazienti con carcinoma endometriale in stadio iniziale di età inferiore ai 40 anni. Tuttavia, il rischio di morte è significativamente più elevato con la terapia ormonale per le pazienti di età compresa tra 40 e 49 anni.

Il confronto

I ricercatori statunitensi hanno analizzato i dati relativi a quasi 16 mila donne a cui era stato diagnosticato un tumore dell’endometrio in stadio I, tra il 2004 e il 2020. Tutte le pazienti avevano meno di 50 anni: circa 1200 donne erano state trattate con una terapia progestinica preservante l’utero e 14.700 erano state invece sottoposte a isterectomia.

Durante i 5 anni successivi, tra le pazienti di età inferiore ai 40 anni, la sopravvivenza non ha mostrato differenze tra coloro che avevano ricevuto progestinici (98,2%) o isterectomia (98,5%). Tuttavia, tra le pazienti di età compresa tra 40 e 49 anni, la sopravvivenza a cinque anni è stata del 90,4% con il trattamento progestinico e del 99,4% con l’isterectomia, e del 79,1% rispetto al 97,1% a 10 anni. Ciò significa che nelle donne “più mature” il rischio di morte è risultato più elevato in associazione al trattamento progestinico.

Raccomandazioni personalizzate

Come sottolineano gli autori, i fattori che giocano un ruolo nella differenza di sopravvivenza nella coorte più anziana non sono chiari. Visto che i dati riflettono la sopravvivenza complessiva e non la sopravvivenza specifica per tumore, è possibile che parte della differenza osservata sia imputabile a fattori non correlati al tumore, anche se i ricercatori hanno preso in considerazione eventuali fattori confondenti tra i due gruppi di donne sottoposte a isterectomia e terapia ormonale, inclusa la presenza contemporanea di altre patologie

«Ad ogni modo, la sopravvivenza a 10 anni tra le pazienti di età compresa tra 40 e 49 anni trattate con terapia ormonale è stata del 79,1%. Data la prognosi favorevole del carcinoma endometriale in fase iniziale, questi risultati vanno tenuti in attenta considerazione, sottolineando la necessità di raccomandazioni personalizzate per la terapia ormonale a salvaguardia della fertilità. Nella valutazione occorre includere altri fattori di rischio, tra cui le caratteristiche molecolari del tumore, maggiori informazioni patologiche sulle dimensioni del cancro e sull’invasione dello spazio linfovascolare, nonché informazioni genetiche relative alla sindrome di Lynch (associata a un aumento del rischio di tumore dell’endometrio)» concludono i ricercatori americani.

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