La storia di Giovanna Ho pensato e ripensato a lungo a quali fossero le parole più adatte per descrivere la mia storia e ritengo che possa iniziare solo così: “sono Giovanna, ho 37 anni e ho la sindrome di Cowden”; oppure potrei dire “sono Giovanna e sono una persona rara”, in quanto questa sindrome appartiene alla categoria delle sindromi genetiche rare e comporta la formazione di tumori benigni o maligni in diversi distretti corporei. Fino a poco più di due anni fa non avevo la più pallida idea che questa fosse la mia condizione, anche se le avvisaglie con il senno di poi, le avevo avute. Due anni fa però dovetti affrontare la mia prima diagnosi di tumore, un carcinoma al terzo stadio sul lato destro della lingua. Non posso dimenticare il momento in cui ricevetti questa diagnosi: il medico me lo comunicò per telefono e io urlai; urlai dalla paura e dalla disperazione. Pochi mesi prima avevo notato un taglio sulla mia lingua che col passare del tempo divenne una specie di bozzo e la biopsia fu inequivocabile. Anni prima però avevo sofferto di iperplasie gengivali, che risultavano negative all’istologico. Avevo subito un’operazione per endometriosi, in quanto era presente una ciste ovarica di 12 cm; anche per questa fu fatto l’istologico, risultato negativo. A 16 anni mi era stata asportata la tiroide, che era piena di noduli, uno dei quali era abbastanza grande da coprire un intero lobo e di nuovo l’istologico risultò negativo. Da piccolina, come molti bambini, fui operata alle tonsille che risultarono di una forma molto strana, molto simile a grappoli d’uva. Anche in questo caso, l’istologico dava il risultato negativo. Alla luce di tutte queste situazioni, data la presenza di questa escrescenza alla lingua, il mio medico di base mi indirizzò al reparto di genetica del GOM di Reggio Calabria per sottopormi al test genetico. Questo succedeva ad aprile del 2019. A fine aprile 2019 ricevetti l’esito della biopsia alla lingua e venni operata a maggio. A giugno seppi il risultato del test genetico. La mia storia quindi, con quello che io chiamo scherzando “Mr. Cowden”, è recente. E purtroppo o per fortuna è una storia che sta incidendo tanto sulla mia vita. Tante volte in questi due anni mi sono chiesta, ma perché io? I miei genitori a loro volta fecero il test e risultarono negativi, quindi non ho ereditato da loro la mutazione. Credo che nessuno vorrebbe ricevere una notizia del genere. Riflettendoci poi ho cominciato a pensare che quel tumore e quell’intervento che hanno stravolto la mia vita – inclusa la proprietà del mio linguaggio -, che quella diagnosi genetica così pesante in realtà avrebbero contribuito a salvarmela la vita. Infatti da allora sono costantemente sotto controllo e proprio grazie a questi controlli a gennaio 2021 è stato sottratto dal dotto del mio seno destro un carcinoma duttale in situ, piccolissimo e non ancora pericoloso. In tutto questo mio percorso non è mai mancata la presenza di Dio, della Madonna e della preghiera. So che non tutti sono credenti e del resto ognuno di noi trova una sua motivazione per andare avanti e la mia è la fede. Se dovessi descrivere chi è Giovanna oggi direi che è una persona che ha tante fragilità e tante paure ed è sicuramente una persona che vorrebbe più serenità. Nello stesso tempo mi sento una persona molto forte; forte perché ho voluto e saputo reagire, forte perché voglio vivere la mia vita intensamente per raggiungere i miei obiettivi. Ad ad esempio oggi ho ripreso i miei studi e sto provando a portarli a termine. Mi sento forte perché posso contare sull’amore sincero di mio marito – che insieme a me sta portando questa croce – e della mia famiglia che per me ha fatto di tutto. Ma soprattutto mi sento forte in Cristo perché in tutte le mie avversità nemmeno per un secondo mi sono sentita sola. Quando sono debole è allora che mi sento forte! La storia di Giovanna Condividi sui social Facebook LinkedIn Twitter
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